Costruiti tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, sono destinati allo stoccaggio e alla distribuzione delle merci ferroviarie. Oggi l’area è in parte abbandonata, mentre alcune porzioni sono utilizzate per scopi sociali come il Centro Sammartini, un rifugio di accoglienza per persone senza fissa dimora.
I Magazzini Raccordati di Milano, lungo via Ferrante Aporti e via Sammartini, costituiscono un esteso complesso architettonico adiacente alla Stazione Centrale. Costruiti tra il 1914 e il 1921, rappresentano un significativo esempio di architettura industriale, sono stati progettati per ottimizzare lo stoccaggio e il trasporto merci grazie a un raccordo ferroviario diretto. Con oltre 100 unità, distribuite su due chilometri e con più di 40.000 metri quadrati di superficie, ogni magazzino si sviluppa su due livelli: quello inferiore, collegato ai binari per il carico e scarico delle merci, quello superiore dedicato allo stoccaggio.
Negli anni, i Magazzini hanno svolto un ruolo cruciale nella logistica cittadina, sostenendo il commercio e l’industria milanese. Durante la Seconda Guerra Mondiale furono utilizzati per scopi militari; nel dopoguerra divennero anche rifugi per lavoratori migranti. Dagli anni ’70, con il declino del trasporto merci sul sistema ferroviario, iniziò il lento abbandono, che portò alla dismissione e al degrado dell’area.
Oggi, nonostante il passato difficile, i Magazzini conservano un forte valore storico e architettonico, grazie alle loro volte a botte e facciate scandite da archi. Attualmente sono pochi gli spazi attivi all’interno dei Magazzini Raccordati, tra questi vi è il Centro Sammartini ovvero un centro di accoglienza notturna per uomini senza fissa dimora.
Negli ultimi anni sono stati avviati importanti progetti di riqualificazione: l’obiettivo è trasformarli in un distretto culturale e creativo, integrando memoria e innovazione. La loro rinascita potrebbe rappresentare un esempio virtuoso di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio industriale.