Ingegnere elettrotecnico e dirigente alla Ercole Marelli, si batte per i diritti degli operai e organizza scioperi contro il regime fascista. Dopo l’armistizio del 1943, partecipa ad azioni di sabotaggio; arrestato e torturato dalle SS, viene fucilato in piazzale Loreto il 10 agosto 1944, diventando simbolo della Resistenza.
Ai quindici di Piazzale Loreto
Esposito, Fiorani, Fogagnolo,
Casiraghi, chi siete? Voi nomi, ombre?
Soncini, Principato, spente epigrafi,
voi, Del Riccio, Temolo, Vertemati,
Gasparini? Foglie d’un albero
di sangue, Galimberti, Ragni, voi,
Bravin, Mastrodomenico, Poletti?
O caro sangue nostro che non sporca
la terra, sangue che inizia la terra
nell’ora dei moschetti. Sulle spalle
le vostre piaghe di piombo ci umiliano :
troppo tempo passò. Ricade morte
da bocche funebri, chiedono morte
le bandiere straniere sulle porte
ancora delle vostre case. Temono
da voi la morte, credendosi vivi.
La nostra non è guardia di tristezza,
non è veglia di lacrime alle tombe:
la morte non dà ombra quando è vita.
Salvatore Quasimodo