Simbolo delle deportazioni nazifasciste in partenza dalla Stazione Centrale di Milano, è conservato come monito contro l’indifferenza. Le sue pareti sono rinforzate da assi verticali e pannelli metallici, mentre le piccole aperture laterali sono coperte da grate. Rappresenta il destino dei deportati, privati della loro libertà.
Il Binario 21, oggi sede del Memoriale della Shoah di Milano, è un luogo dedicato alla memoria dei terribili aventi accaduti nel corso della Seconda guerra mondiale. L’impatto emotivo una volta visitato lo spazio è particolarmente forte, qui si osservare i binari che venivano usati per compiere le deportazioni. L’ambiente, sottostante all’immensa Stazione Centrale, è segnato dal continuo passaggio dei treni, restituisce un’esperienza quasi immersiva. Entrando dall’ingresso principale, il Muro dell’Indifferenza denuncia l’atteggiamento passivo attuato dia molti durante il periodo delle persecuzioni. Superato questo, un binocolo rovesciato offre alla vista immagini distorte che evocano la confusione vissuta dai deportati. Una vecchia bilancia e un montacarichi ricordano l’uso originario dei binari quale punto di smistamento delle merci e della posta. Nel vano del montacarichi, che connette questo piano interrato alla stazione Centrale, è presente un cartello con la scritta “vietato trasportare persone”. Il cartello è stato lasciato volutamente perchè detiene un importante valore simbolico. Sui pavimenti, lungo i binari, sono state incise le date delle partenze e le destinazioni delle deportazioni, mentre dall’altro lato dei binari si erge il Muro dei Nomi, sul quale compaiono proiettati i nomi dei deportati: in arancione, i pochi sopravvissuti. Il percorso si conclude in una stanza dalla sezione tronco-conica dove è possibile sostare, confrontarsi, riflettere e pregare. Da un oculo filtra una luce che illumina una linea dorata presente sul pavimento orientata verso Gerusalemme. All’interno del Memoriale è presente anche una biblioteca aperta al quartiere, all’interno del quale è conservato l’Archivio Storico del Centro di Documentazione Ebraico Contemporaneo. Nel corridoio che connette la fine del percorso all’uscita sono presenti delle piccole stanze nel quale vengono proiettati dei video, tra questi è presente anche una testimonianza di Liliana Segre.
Per anni dimenticato, il Binario 21 è stato frequentato per diverso tempo solamente da persone senza fissa dimora. Solo, in seguito, si è compreso il suo ruolo cruciale: da qui partirono oltre 3.000 persone verso i campi di sterminio, ammassate in vagoni merci. La memoria, oggi, restituisce loro identità e dignità.